Prometto di perdere

Gli dissero allora i Giudei: «[...] Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». [...] Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. (dalla liturgia del giorno, Gv. 8,51-59) 

 

“Prometto di vacillare, di cadere, di essere incapace di vincere. Non sempre riuscirò a superare, non sempre riuscirò ad andare oltre. Non sempre potrò essere capace di arrivare così lontano come mi chiedi, di darti esattamente ciò che meriti di avere. O che disperatamente desidero darti. Prometto di perdere.

Prometto anche di mantenermi vivo dopo ogni sconfitta, resistere al peso insostenibile di ogni impossibilità. Ci saranno momenti in cui senza volerlo ti ferirò, momenti in cui senza volerlo toccherò delle ferite. Ma non desisterò mai solo perché ho perduto, non mi fermerò solo perché è più facile, non cederò solo perché costruire è doloroso. Prometto di perdere.

PERCHÉ SOLO CHI AMA CORRE IL RISCHIO DI PERDERE.

Prometto di perdere.

PERCHÉ SOLO CHI NON HA MAI AMATO NON HA MAI PERSO”. (tratto da "Prometto di sbagliare)

«Chi credi di essere?»: chiedono oggi i Giudei a Gesù.

Dio è “un” uomo! Dio è un uomo reale e concreto: Gesù. Ogni fragilità, debolezza e limite; ogni desiderio, bellezza e creatività diviene la sua. Facciamo fatica a pensare un Dio che vuol essere come siamo noi … 

MA DIO È ANCHE TOTALMENTE ALTRO, ALTRO PERSINO DAL NOSTRO CONCETTO DI ALTRO: TALMENTE ALTRO DA ESSERE COME NOI, CON NOI, IN NOI, PER NOI!

 

Scrivi commento

Commenti: 0